logo modulo basso.jpg

Sondaggio

A QUALE MANIFESTAZIONE AVETE PARTECIPATO?
 

Il Circolo lunassese organizza visite guidate per scolaresche o gruppi di persone in una giornata all'abitato di Lunassi e dintorni. Il programma può essere concordato. Si può pranzare presso la sede del Circolo.

Periodo indicato: maggio - settembre.

Lunassi è raggiungibile con automobili o piccoli bus.

Per informazioni telefonare al 340-1257200

 L'ABITATO MONTANO DI LUNASSI IN ALTA VAL CURONE E IL SUO AMBIENTE APPENNINICO

L' abitato di Lunassi, in val Curone, rappresenta in oggi uno dei migliori esempi di recupero ambientale di tutto il Piemonte ed ha potenzialità ancora inesplorate di valorizzazione.Esso deve il risultato fin'ora conseguito alla tenacia di un gruppo di appassionati del luogo, non solo oriundi, i quali riuniti nel Circolo Lunassese, con tenacia e dedizione hanno operato da oltre venticinque anni al fine di valorizzare l'ambiente e la cultura del proprio paese. Le vicende storiche dell'insediamento che risalgono nel tempo a molti secoli fa son tutte da scrivere nelle linee particolari. Sito di probabile transumanza in epoca protostorica, poi diventato stabile, in concomitanza all'espansione demografica basso medioevale, probabile sede o posto di guardia alle vie di collegamento della pianura con il mare in epoca medioevale e moderna. Vestigia insigne di tali lunghe vicende storiche è la torre medioevale la quale sia per lo stato di conservazione sia per la sua collocazione all'interno del centro abitato rappresenta un tale "unicum" insegna di vestigia dei tempi passati tale da richiedere il massimo della attenzione e della tutela al fine di una sua corretta conservazione.Risulta invero assai raro, fuori dei centri notoriamente sede di potere militare, ritrovare all'interno di un abitato strutture di tal genere ed in particolare in centri agricoli montani caratterizzati da un' agricoltura povera la cui economia era basata sull'allevamento e sulle attività forestali.Tale constatazione non può che indurre a considerare un ruolo del centro abitato diverso da quello unicamente insediativo-agricolo quale si può costatare negli ultimi decenni del 1900  ma anche  di presidio di una estesa porzione di territorio  o di controllo di percorsi stradali in oggi, almeno in parte, perduti. Concorrono a sostenere le citate ipotesi la documentazione rinvenuta dal prof. Bonavoglia che assegna alla torre la sede per la detenzione di criminali nella parte alta della valle ed inoltre il toponimo attribuito al pianoro ubicato a nord-est dell’abitato a quota  980 denominato “ Piano della torre“ e la vicina “Cima dei frati” che sono indici tutti di una  frequentazione  singolare dei luoghi, ove peraltro sono stati di recente rinvenuti i resti di una torre di avvistamento.L’edificio è tutelato dalla competente Soprintendenza della Regione Piemonte  rappresenta un “unicum”  in tutta la valle, per caratteristiche e per stato di conservazione, tanto più che  costituisce l’unica parte visibile di una struttura di palazzo-fortezza ormai inglobata, con notevoli trasformazioni, nell’abitato; attualmente è di proprietà privata divisa fra due proprietari e versa in condizioni di sensibile degrado il quanto la proprietà dei piani superiori, che ne rappresentano la parte maggiore non provvede alla necessaria manutenzione sicchè si notano preoccupanti fenomeni di cedimento delle strutture del tetto,  dissesti della copertura in coppi e fessurazioni delle murature. Sarebbe pertanto opportuno l’acquisto, al quale risulta fin da ora disponibile la proprietà del piano terreno, in modo tale da renderne effettiva la tutela e possibile la conservazione e valorizzazione anche quale sede espositiva. Altro notevole monumento, questa volta di epoca moderna è la Chiesa parrocchiale di San Secondo  la cui struttura architettonica colpisce immediatamente per la sua unità stilistica ed il suo stato di conservazione che ne fanno uno degli esempi più significativi di architettura religiosa minore del secolo XVII nel basso Piemonte.L’edificio per quanto riguarda gli aspetti manutentivi è stato posto recentemente in condizioni di sicurezza con il completo rifacimento del tetto ed il ripristino di alcune parti ammalorate.

Le esigenze più immediate riguardano la sistemazione delle pitture interne ed altre minori opere di manutenzione per l’esecuzione delle quali esiste una iniziativa in accordo fra il circolo Lunassese, la Parrocchia e Curia Tortonese.

Ancora di più stupisce un simile rigore progettuale e realizzativo in ragione della sua collocazione in un piccolo paese ed in un contesto sociale poverissimo dell’alta valle altimetricamente  prossimo alle quote massime abitabili.Non si può fare a meno di osservare come committente della iniziativa di costruzione  deve essere stata certamente una forte autorità, civile o religiosa,  con idee chiare, attrezzata di mezzi idonei a darvi esecuzione; risulta infatti perfettamente leggibile, nella impostazione originale, una mano progettuale colta alla quale il committente si vede essere rivolto ed affidato. La principale caratteristica generale che distingue l’insediamento è costituita dalla sua struttura raccolta e compatta, collocata in una zona in cui la pendenza del versante si attenua, contornato e baricentrico  ai suoli coltivabili e prossimo alle zone boschive e di pascolo.

In tale descrizione  risultano completamente evidenti e leggibili gran parte degli elementi economico-sociali riferibili all’epoca moderna.

Altra caratteristica della vita economica del paese, che merita di essere accennata è insufficienza delle risorse economiche ricavabili localmente ed implica l’indispensabilità di loro integrazione  attraverso lo spostamento, per periodi più o meno lunghi, delle forze attive della comunità.Tale attività ha assunto nelle varie epoche denominazioni diverse quali: transumanza in epoca proto-preistorica, emigrazione a fine Ottocento, emigrazione stagionale in epoca moderna a partire dal secolo XVII,  inmigrazione degli anni sessanta; tuttavia lo stimolo a tali iniziative risulta sempre essere costituita dalla necessità di produrre la parte complementare alle risorse locali necessaie per la sopravvivenza della Comunità. Elemento non trascurabile e non estraneo all’attività di recupero del abitato storico è risultato il carattere particolarmente tenace da vero “montanaro”, evoluto per necessità, così come in altri contesti simili,dagli abitanti del luogo.

 Tornando al tema principale occorre osservare come l’attività di recupero ambientale si è andata affermando spontaneamente, in un continuo crescendo di iniziative e di sviluppo di consapevolezza, producendo il recupero ed il restauro, unicamente attraverso opera di volontariato, di vari componenti d’arredo quali le fontane, dei percorsi interni, della chiesa.

Significativo il fatto che, pur essendo il paese frequentato in media più di altri non si sia costruito nulla di “ moderno” ma sempre recuperato, con una tendenza ormai affermata, a ricostituire e ricostruire gli elementi tipologici caratteristici, quali i paramenti in pietra od i selciati delle vie, talchè in oggi si può affermare che tale comportamento sia stato del tutto assimilato dalla popolazione.

Un altro settore di attività del Circolo Lunassese è stato quello della conservazione delle tradizioni culturali della Comunità e della cultura materiale della  civiltà contadina attraverso la formazione di un Museo della Cultura Contadina  collocato in una unità abitativa caratteristica del paese ove si espongono tutta la serie di attrezzi locali caratteristici. 
 
 Quest’ultima attività ha avuto come argomento anche la memoria delle tradizioni culinarie riproposte in manifestazioni folkloristiche annuali quali quella della “panissa” piatto tipico derivato dalla sintesi dei prodotti locali e di quelli (riso) acquisito con l’emigrazione stagionale.

Inoltre già dal 1984 veniva organizzata una riedizione concreta del processo di produzione del carbone di legna secondo le metodogie tradizionali, documentato attraverso una esposizione, illustrata abbondantemente da fotografie, e riproposta tramite supporto informatico su C.D.

La complessa attività è stata oggetto di attenzione da parte della Comunità Montana e della Regione Piemonte le quali hanno provveduto all’acquisto ed alla sistemazione, ancora da ultimarsi,  del museo  della Civiltà Contadina. La visita al museo, anche se provvisoriamente sistemato, rappresenta un momento di altissima suggestione, non solo per che ha ancora il ricordo dell’ambiente che li ha prodotti, ma anche, in termini didattici,  in ragione della loro significatività ai fini  della ricostruzione storica. Un ulteriore valore scientifico risulta implicito nella valenza dei reperti, non solo con riferimento al recente passato, ma altresì per alcuni secoli addietro, se non all’epoca medievale, per l’essersi mantenuti molti degli aspetti tecnici e tecnologici impliciti, quasi intatti per lunghissimo tempo. L’esposizione costituisce pertanto un validissimo esempio documentale di valore inestimabile, originale e non riproducibile.

Attualmente la sede è di proprietà pubblica, tuttavia la collocazione non è felice sia per l’accessibilità che risulta assai difficoltosa per i disabili, sia in quanto la limitatezza degli spazi non consentono la ricostruzione degli spazi originali  e funzionali della casa contadina nella quale debbono trovare una loro collocazione rievocativa ideale una parte degli oggetti; in esso sono conservati circa n. 700 oggetti afferenti la cultura materiale contadina dei secoli scorsi molti dei quali costituiscono un “unicum” per la loro singolarità ed originalità.

2 - Prospettive di sviluppo

Le prospettive di sviluppo hanno quale piattaforma di spicco i traguardi già raggiunti, attraverso un’opera pluridecennale dedicata, che ha consentito il recupero ed il mantenimento delle struttura insediativa  originaria e la tutela di tutte le sue caratteristiche e  valori.Tale elemento rappresenta un pregio non comune nel contesto abitativo delle aree dell’alto Appennino le quali, a seguito del fenomeno di spopolamento per inmigrazione, hanno  subito dapprima un abbandono quasi totale e successivamente una rioccupazione, non sempre da parte delle popolazioni autoctone, con conseguente trasformazione spesso incontrollata degli aspetti edilizi originari attraverso ricostruzioni e  realizzazioni di edifici di caratteristiche  non compatibili.Tali rarissime peculiarità di conservazione rendono, sin da oggi, l’abitato di Lunassi un vero e proprio museo all’aperto e giustificano appieno gli investimenti necessari per il suo completamento consentendo di traguardare con certezza una realizzazione destinata a sicuro successo.

Ciò in particolare con la sistemazione di alcune strutture di altissimo significato per la ricostruzione completa dell’ambiente, in parte già in corso di realizzazione ed il cui completamento si inserisce armonicamente e funzionalmente nel contesto. 

2.5 – Interventi all’interno dell’abitato

Altri  interventi che si rendono indispensabili al fine di completamento riguardano l’interno dell’abitato; essi comprendono:

2.5.1 – La realizzazione della illuminazione a gas attraverso accordi da istaurare con la Società di distribuzione, Circolo Lunassese e Comune di Fabbrica Curone prefigurando, in ragione del valore simbolico di tale realizzazione un intervento promozionale della società stessa.

2.5.2 – Il completamento del ripristino dei prospetti in pietra locale, estesa a tutti gli edifici, anche attraverso la forma di un parziale contributo economico.

2.5.3 – Il completamento dei selciati, in oggi realizzati per circa il 90%, tramite opera di volontariato e contributo del Comune per le forniture di materiali.

2.5.4 – La realizzazione di nuovi servizi in posizione strategica fra il parco e l’abitato in quanto gli stessi per coerenza non possono fare parte della nuova casa contadina.

2.6 - Un’ultimo importante progetto, propedeutico a tutti quelli precedentemente esposti, è costituito dalla iniziativa di dotare il centro di uno studio storico–etnografico,  denominato:

“Il paese si racconta” che riassuma tutte le informazioni storiche reperibili e documenti usi, consuetudini, ricordi, anche tramandati a memoria,  al fine di ottenere un testo  completo e fruibile.

E’ da ritenersi che tale strumento possa essere vantaggiosamente utilizzato al fine di illustrare in modo appropriato il paese con una pubblicazione ma sopratutto tramite apposite targhe le quali, collocate in loco in siti significativi, costituiranno un immediato ed efficace strumento di comunicazione rivolto al visitatore il quale potrà apprendere gli eventi  direttamente nei luoghi  ove si verificarono con un elevatissimo effetto rievocativo coerente con le caratteristiche ambientali dell’abitato.

Lunassi 9.3.2005                                                            A. Flavio Nebiacolombo