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  1950 – 1965                       

   Gli ultimi 15 anni di civiltà contadina

       L’arte di ferrare le mucche

Le mucche in questi paesi di montagna svolgevano a suo tempo il lavoro che oggi fanno i trattori e le macchine agricole. Venivano quindi impiegate essenzialmente come animali da traino: per il trasporto di prodotti agricoli, legname, ecc. mediante slitte e per la lavorazione della terra con aratro, erpice, ecc.Al fine di salvaguardare le unghie delle zampe delle mucche, poste continuamente sotto sforzo, sia per il lavoro di traino, sia per le strade sassose che percorrevano, i contadini applicavano sotto queste unghie dei ferri appositi chiamati “PIANCHE”.

Dentro Ad un tuorgolo di legno saldamente piantato nel terreno chiamato “TRAVAIU” veniva imbrigliata, con appositi finimenti “ŞONCLE’ DA FRO’ – FASSE”,  la mucca in modo che non potesse muoversi.Legata poi una zampa ad un legno in modo da avere l’unghia rivolta verso l’alto, il contadino incominciava a pulire ed a piallare l’unghia stessa con un ferro tagliente chiamato “BÛTA” ed a limarla in modo da renderla piana e togliere ogni possibile avvallamento.

Dopo questa operazione si applicava la “pianca”, ferro bislungo un po’ curvato da un lato con dei fori appositi per incastrarvi i chiodi.Sistemata la “pianca”, appositamente scelta nella giusta misura dell’unghia da fissare, venivano piantati ad uno ad uno i chiodi negli appositi fori. Questi chiodi molto malmeabili e sfaccettati venivano piantati, con un martello dal manico particolare “MARTÊ DA FRO” (infatti i chiodi venivano conficcati conficcati battendo con il manico del martello), obbliquamente in modo che ad un certo punto fuoruscivano dalla parte esterna dell’unghia.Operazione questa molto delicata, in quanto il chiodo doveva essere piantato abbastanza profondamente perché avessa poi un’adeguata tenuta, ma non troppo profondamente per non finire nella carne viva della zampa dell’animale. La parte del chiodo fuoruscita veniva tagliata con delle tenaglie “TNAIE DA FRO” e poi ribattuto in modo che non si muovesse più e tenesse la “pianca” ben salda sotto l’unghia della mucca. Questa operazione veniva ripetuta per tutti i cinque-sei chiodi da conficcare e per tutte le quattro zampe dell’animale.

La mucca così ferrata poteva tranquillamente lavorare per due o tre mesi. Qualora però l’operazione fosse stata fatta in modo maldestro, la stessa mucca non sarebbe stata in grado di lavorare per almeno un mese in quanto zoppicante, con grave danno per il contadino.

SECONDINO CAVALLERO